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9 Febbraio 2008
ENCICLOPEDIE ED ENCICLOPEDISMO, DAL MODERNO AL CONTEMPORANEO
di Luciano Tirinnanzi

Dall’oracolo di Delfi a Plutarco, da Diderot-D’Alembert a Giovanni Gentile, un filo unisce nel tempo gli uomini e li accomuna sotto un’unica missione: diffondere il sapere. Ci vuol essere anche l’Enciclopedia dei Comuni.
 

Prendiamo spunto dalla prestigiosa Enciclopedia Contemporanea I Comuni d'Italia per rispondere ad una domanda che spesso ci è stata rivolta dai nostri lettori: quando nasce l'idea di enciclopedia? Di un sapere completo, che raccolga molteplici aspetti di uno o più argomenti in maniera esaustiva e li racchiuda in un unico libro?
Forse, cari lettori, dovremmo chiederci quando nasce nell'uomo l'esigenza di conoscere e spiegare, ancor prima che di raccogliere e catalogare. “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza…” è la lezione del 'ghibellin fuggiasco' che sintetizza il bisogno umano di andare oltre i propri limiti per comprendere questa vita e le sue infinite sfaccettature o, molto più semplicemente, l'imprescindibile bisogno di apprendere ciò che non conosciamo.
Il termine 'enciclopedia' compare per la prima volta in annotazioni latine di epoca rinascimentale, ma in realtà deriva da una felice espressione che utilizzò per primo il biografo e filosofo greco Plutarco (46-127 d.C.): “enkuklos paideia” cioè “cerchio delle conoscenze”. Questo termine sta ad indicare un sapere circolare, a tutto tondo, completo in tutte le discipline e teoricamente onnicomprensivo.
Sul tempio dell'oracolo di Delfi, il più importante oracolo per il mondo greco, era scritto: “conosci te stesso”. Dunque questo concetto, questa brama di sapere sembra essere innata nell'uomo. Anche l'era di internet e di wikipedia - sui quali il giudizio della storia rimane sospeso - sembra confermare la spinta degli uomini a conoscere ed a conoscersi, ad arricchirsi sempre più di notizie fino a fagocitare anche l'inutile.
Ma facciamo un passo indietro: si dovrà attendere l'illuminismo prima di giungere al concetto di enciclopedia come lo intendiamo oggi. Lo scrittore e studioso inglese Ephraim Chambers (1680-1740) fu il primo a redigere un'opera che si possa accostare a questo concetto: nel 1728 pubblicò infatti la Cyclopaedia - Dizionario universale delle arti e delle scienze, un compendio di conoscenze artistiche e scientifiche in due volumi. A passare alla storia però saranno Diderot e D'Alembert: incaricati della traduzione francese del testo di Chambers e profondamente ispirati dal suo lavoro, produrranno quella che viene considerata la prima vera enciclopedia, chiamata appunto Encyclopédie, uno scritto seminale per i futuri autori di questo genere di studi, un fenomeno che diverrà noto come “enciclopedismo”.
Denis Diderot (1713-1784) fu protagonista ed instancabile artefice di un lavoro che durò decenni, con vari rimaneggiamenti e numerose lotte politiche e culturali (che videro, ad esempio, giansenisti e gesuiti scagliarvisi contro); egli reclutò grandi scrittori dell'epoca come Voltaire e Montesquieu, Rosseau, ed ancora Quesnay, Helvetius, l'abate di Condillac, Du Marsais e Turgot.
Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert (1717-1783) fu il compagno di Diderot in questa grande avventura ed autore del famoso Discorso Preliminare all'interno dell'opera: una pietra miliare. I due pubblicarono per la prima volta l'Encyclopédie nel 1751. Da quel momento in poi l'enciclopedismo e la diffusione delle enciclopedie non conobbe soste; a riprova di ciò basterà citare la Penny Enciclopedia, edita in Inghilterra negli anni Trenta e Quaranta dell'Ottocento, che veniva distribuita settimanalmente, come una rivista, al costo di un penny. Un concetto modernissimo che stupisce acor oggi. In Italia fu Giovanni Gentile a realizzare la prima Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, nel 1925, con il contributo di personaggi del calibro di Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi.
La filosofia che impone all'uomo una ricerca seria ed approfondita di nozioni che permettano poi a tutti di scoprire, comprendere e fruire di questo sapere, deve sempre essere alla base di questo genere di opere; di certo è alla base dell'Enciclopedia Contemporanea I Comuni d'Italia. Per tali motivi, il RadiocorriereTV ha scelto di essere partner di un lavoro che s'impone come sponsor non solo all'Italia, ma alla sua cultur
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