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12 Febbraio 2008
1968-2008: LA VERA RIVOLUZIONE DAL CARTACEO AL VIRTUALE
di Luciano Tirinnanzi

Il virtuale non può sostituire ciò che è reale ma bisogna saper stare al passo coi tempi.

 

Il 1968 verrà ricordato dalla storia come un anno chiave del ventesimo secolo, un grande momento di svolta, tra lotte ideologiche e tentativi rivoluzionari. A distanza di quarant’anni, lungi dall'approntare una disamina storico-politica degli eventi che lo hanno segnato, si vuol qui sottolineare l'importanza di un seme che il 1968 generò e che, una volta sbocciato, condizionò le epoche a venire: Internet.
Già nel 1963 Bob Dylan cantava “The Times are in a changing” ovvero “i tempi stanno per cambiare”; non passò molto tempo perchè quelle parole si avverassero. Tra i molti passi in avanti compiuti in quegli anni dall'uomo (nel 1969 già camminava sulla luna), non si possono infatti non citare le importantissime ricerche condotte dagli scienziati americani sul sistema Arpanet, che negli anni Ottanta avrebbe portato ad Internet e cambiato per sempre le nostre abitudini.
Già l'anno successivo, le ricerche permisero il collegamento in rete tra quattro diverse università statunitensi; certo, un piccolo passo (allora l'ampiezza della banda era soltanto di 50 kbps), ma la rivoluzione nelle comunicazioni era iniziata e, come noto, sarebbe divenuta inarrestabile. Solo nel 1975 comparve ufficialmente il termine 'internet' ma quel che conta davvero è ciò che quelle ricerche e quel sistema generarono: una rete mondiale in grado di unire i punti più remoti del pianeta in tempo reale, eliminando confini e frontiere.
È da questo contesto che poi nacquero e proliferarono termini come new economy, e-commerce, e-mail, nonché globalizzazione, vocabolo più che abusato da due decenni a questa parte.
In questo calderone, comunque, ci siamo finiti tutti: oggi non leggiamo più i giornali di carta ma preferiamo il sito di repubblica.it o del corriere.it, non scriviamo più lettere a mano ma inviamo e-mail, non ci informiamo più in biblioteca ma su wikipedia.
Come si comporta allora l'editoria di fronte alla concorrenza 'virtuale' generata dalla rete? Semplice: entra in rete anch'essa. L'esempio più calzante lo offre l'Enciclopedia Contemporanea I Comuni d'Italia. La domanda più frequente che mi viene rivolta nel presentare l'opera è sempre la stessa: che bisogno c'è di un'enciclopedia cartacea quando oggi abbiamo internet?
Risposta: primo, le due cose non sono comparabili (sarebbe come dire: che bisogno c'è di andare allo stadio quando si possono guardare le partite in televisione? Perché scrivere una lettera a penna quando esiste l'e-mail? Affermazioni senza senso). Secondo: questi due aspetti non sono antitetici ed infatti dal mese di marzo sarà attivo anche il portale dell'enciclopedia: www.portaledeicomuni.it. Anche se il futuro non può prescindere dal proprio passato ed il virtuale non può sostituire ciò che è reale, le sfide vanno affrontate e la lungimirante Pubbliedi (società editrice dell'Enciclopedia, ndr) si conferma in grado di raccoglierle, debuttando on-line. Nel sito appena citato, infatti, verranno caricate e saranno consultabili tutte le pagine dell'enciclopedia; saranno attivate discussioni tra utenti su varie tematiche riguardanti i diversi comuni; vi sarà una rotazione continua di notizie dedicate alle istituzioni (grazie al servizio di inserimento news automatizzato); sarà dato ampio spazio agli inserzionisti che potranno modificare e/o introdurre poi sempre nuove informazioni; uno schermo sarà attivo 24h al giorno per trasmettere qualsivoglia filmato dedicato ad interviste, iniziative e sponsorizzazioni di eventi legati al territorio comunale, provinciale e regionale; sarà possibile ricercare le notizie, gli eventi, le iniziative, le news, le manifestazioni e quant'altro, relative al comune selezionato.
Dunque, grazie anche al 1968, grazie ai progressi della tecnologia ed alla globalizzazione, oggi tutti potranno conoscere l'Italia ed i suoi 8.101 comuni con un semplice click. Ma ricordate: la cultura non può essere condizionata da elettricità e bollette…
 

 

 

 

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